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robot del sesso

Sì, esistono dei robot del sesso, creati da Matt McMullen, che permettono di avere prestazioni sessuali in qualsiasi momento e di avere un compagno (o compagna) che risponda ai propri gusti intimi e sessuali.

Infatti la creazione di questi robot può essere personalizzata, con la creazione su misura in 3D del volto di questo partner del sesso. Oltre al costo, 10 mila euro, sono in molti, specie tra psicologi e femministe, che sollevano dubbi, timori e perplessità.

Il futuro passa dai robot del sesso?

Oltre a Matt McMullen sono in tanti che sostengono questa nuova svolta nell’erotismo. I robot del sesso, sostengono, sono solamente il futuro tecnologico – e quindi potenzialmente anche qualitativamente migliore – delle bambole gonfiabili e dei sex toys che negli anni hanno conosciuto un grande successo passando dai tradizionali vibratori anche ad altri accessori, anche per gli uomini.

Proprio perché non è una rivoluzione, ma il proseguimento di una tendenza già avviata da anni, a Barcellona è stato aperta la prima casa chiusa per i robot del sesso, con tariffe da 120€ l’ora. I numeri ovviamente sono dalla parte dei sostenitori di queste tecnologie: il numero delle persone interessate al sesso è ovviamente alle stelle e moltissimi di questi sarebbero disposti a scegliere un robot se questi garantissero prestazioni soddisfacenti.

Tirare in ballo i sentimenti, come fanno alcuni critici, non è opportuno: trombamicizie, legalizzazione della prostituzione, elogio del tradimento e del sesso in lungo e largo non sono certo forme di sentimento.

Robot del sesso, gli psicologi dicono no

Ma i problemi ovviamente rimangono e i robot del sesso sollevano qualche perplessità. C’è, ovviamente, il problema dell’intelligenza, per quanto artificiale. E il problema etico, mai risolto dalla società contemporanea, di cosa sia una persona, cosa la rende tale e qual è quindi il confine superato il quale si può (e si deve) parlare di essere umano, di persona.

C’è chi paventa la possibilità che quella dei robot del sesso possa essere una moderna forma di schiavitù e di violenza, chi sostiene che questo fenomeno aumenterà l’isolamento delle persone eliminando del tutto le relazioni umane e sociali e amplificando problemi psicologi anche di dipendenza.

Tutto vero e non è certo questa la sede per una risposta completa ed esauriente; ma la domanda seria da porsi è se queste macchine del sesso non siano più il dito piuttosto che la luna di un fenomeno che, considerarlo problema, significherebbe ammettere che tante altre cose, che oggi si danno per scontato, lo sono e che forse la battaglia culturale che si vuole percorrere è piuttosto ridicola (oltre che inutile).

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